venerdì 5 dicembre 2025

19 aprile 1923. Achille Leto: Nostalgia.


Per Giuseppe Banzi, sottotenente del 22 Artiglieria, caduto sul S. Michele l'11 ottobre 1915, la cui salma è giunta stamane a Palermo 


No, non volevi tu nel camposanto
più rimanere di Sagrado, solo
co' tuoi ricordi di fanciullo e il pianto
dell'assiolo. 

Là più sentivi la ferita acerba, 
lungi alla madre che sapevi morta;
qui tu sognavi di dormir nell'erba
stessa risorta. 

Ora sei pago. Già sostò 'l convoglio
nero e sorridi dalla bara nera;
ma c'è nell'aria limpida un cordoglio
di primavera. 

Achille Leto


martedì 2 dicembre 2025

6 novembre 1890: La morte di Nicolò Cervello. Articolo di Giuseppe Pitrè

Giornale di Sicilia, 6 novembre 1890

Col più vivo dolore riceviamo in punto la penosa notizia del nostro venerato prof. Nicolò Cervello. 
Benchè tanta perdita non ci giunga imprevista, pure essa ci riesce luttuosa come quella d'una delle persone più caramente dilette. 
E a chi non deve recar dolore la dipartita di un uomo che come scienziato, come professore, come cittadino, come marito e padre fu modello di virtù civili e domestiche?
Per oltre sessant'anni il Cervello fu medico dotto ed oculato: e, come tale, benedetto da migliaia e migliaia di famiglie, delle quali fu salute e conforto; per oltre mezzo secolo fu maestro di due generazioni di giovani, che da lui ripeterono e ripetono sapienza e virtù, e che egli istruì con solida dottrina, accrescentesi sempre per nuovi studi, per nuovi trovati, per desiderio ardentissimo ch'egli ebbe di tener sè ed i suoi amati discepoli al corrente dei progressi della scienza. Chi di fatti, più assiduamente di lui anche nella età più grave, lesse sempre le opere più recenti di medicina in generale e di chinica e materia medica in particolare?
A vederlo nel suo scrittoio, a sentirlo a letto degli ammalati lo si sarebbe detto un giovane pieno di vita e di speranza meglio che un vecchio medico, il quale abbia il diritto di vivere del passato piuttosto che il dovere studiare il presente. 
Della università nostra era pertanto il decano, come lo era dei medici della città, pei quali giovani o adulti, fu sempre consigliere sagace, intelligente, amoroso. E forse lo avremmo visto fino a ieri, all'età sua di 86 anni, se i figliuoli amatissimi, premurosi quanto i figliuoli di sì egregio Uomo possono essere, non l'avessero con insistenza pregato, supplicato a smettere, se non di visitare i suoi ammalati, almeno di insegnare ai suoi allievi. 
Nè diciamo altro per ora, profondamente rattristati della perdita fatta: perdita tutt'altro che lieve per la città nostra e per la scienza. 
Ma nel chiudere questo breve annunzio, non vogliamo tacere cosa che tuttodì si ripete a proposito di lui, cioè: che il prof. Cervello fu sempre il più bel tipo non solo di scienziato ma altresì di gentiluomo. All'eta alla quale egli giunse nessuno ebbe mai a dire sul Cervello parola che non fosse di lode alla sua dottrina, di benedizione alla sua umanità, di ammirazione alla sua virtù singolare. 

Giuseppe Pitrè

domenica 23 novembre 2025

Cronache dal passato: 17 marzo 1912, il transoceanico "Oceania" colato a picco per collisione con un veliero

 

(Per telegrafo al Giornale di Sicilia) 

La "Peninsular and Oriental Line" quella medesima, che nell'inverno scoro perdette il piroscafo Delhi a Capo Spartel, ne ha perduto un altro grande, l'Oceania, nelle acque della Manica, di fronte Easterburn
L'Oceania era salpato ieri dal Tamigi, mettendosi in rotta verso Bombay
Esso stava compiendo il suo ultimo viaggio, perchè aveva ormai circa 235 anni, ed era destinato alla giubilazione. 
La nave portava a bordo circa 250 persone, una quarantina di passeggeri, e l'equipaggio, composto in gran parte di lascari, una specie di indiani, che si sono specializzati nei servizi marittimi. 
Il piroscafo navigava questa notte verso le ore 3 del mattino all'altezza di Eaterburn, quando un grosso veliero tedesco, a quattro alberi, il Pisagua di 3000 tonnellate, in rotta per Amburgo, lo investì.

Le cause dell'investimento non si sanno spiegare, perchè non vi era nebbia sullo stretto, e la notte era abbastanza chiara, per quanto il mare fosse piuttosto agitato. 
Però probabilmente il disastro fu dovuto alle forti correnti traditrici, che turbano la Manica, in quei paraggi. 
Comunque, la prua di acciaio del veliero penetrò in un fianco dell'Oceania che si aperse con una falla enorme. 
Per fortuna, nel punto ove la cane si squarciava, non vi ernao che poche cabine. Una sola era abitata, quella in cui dormiva il carpentiere del bastimento, certo Tredigi, probabilmente un italiano. 
il poveretto rimase orribilmente ferito dal rovinìo del fianco della nave. 
Immediatamente un torrente di acqua si rovesciava nella stiva, e minacciava di allargare anche le cabine dei passeggieri, i quali, in toeletta da notte, buttandosi indosso qualche coperta, si arrampicarono pei boccaport, e si riunirono sul ponte, ove salì anche l'equipaggio. 
Gli ufficiali peròà diedero prova di un sangue freddo tale, che riuscirono ad impedire il panico. 
Si verificò subito che, benchè il piroscafo si reggeva a stento, l'affondamento non poteva essere immediato. Furono quindi elevati, con tutta calma, i segnali di soccorso e cominciò la manovra per la messa in acqua delle scialuppe, tra il chiarore sinistro delle torce a vento, che si erano cavate fuori, perchè la luce elettrice si era spenta. 
Tuttavia nessuno in quel momento perdette la testa, all'infuori dei lascari, che si misero a gridare, pazzi di terrore, seminando lo sgomento nelle signore, che erano a bordo, le quali cominciarono anch'esse a fare molta confusione. 
Dei marinai però poterono tenerle a segno, mentre la prima scialuppa scendeva dalla gru carica di un contingente di passeggeri. 
Quando l'imbarcazione stava per solcare le onde, gli ordigni, che la sostenevano fecero una forte evoluzione, e la scialuppa si capovolse. 
Dei sei passeggieri che vi si trovavano dentro - secondo le notizie confuse arrivate finora - solo una signora si è salvata, Mc Fariane, figlia di un ministro protestante, il quale si trovava presso di lei, insieme con la madre e con due altri figli, che scomparve tra le onde infuriate.
La coraggiosa Miss, invece, riuscì ad aggrapparsi alla chiglia della scialuppa capovolta, e venne raccolta poco dopo. 
Intanto da Easterburn e da Hawen i segnali dell'Oceania facevano accorrere le imbarcazioni di salvataggio. Ed anche il vapore Sussez, che stava facendo la traversata da Hawwen a Dieppe fu quasi subito sul posto. 
Il lavoro del trasporto dei naufraghi venne condotto col massimo ordine, tanto più che nel frattempo i primi chiarori del giorno erano sopraggiunti, facilitandoli. 
Circa 180 persone furono trasportate sul Sussez; altre vennero caricate su barche di salvataggio e su alcune lance automobili, giunte sulla costa. 
I naufraghi vennero sbarcati poco dopo ad Eaterburn. Essi non avevano avuto modo di ridiscendere nelle loro cabine, ed approdarono, così come erano, seminudi, avvolti in coperte e in plaids.
Gli alberghi di Esterburn li accolsero con tutta premura, mentre la compagnia di navigazione faceva preparare un treno speciale, per condurre a Londra quelli che avessero voluto tornarvi immediatamente. 
Qualche ora trascorse così; e l'Oceania stava ancora a galla. 
Intorno al piroscafo si erano ormai radunati parecchi rimorchiatori; e la prima cura del comandante e di tutti gli altri ufficiali, che non avevano voluto lasciare la nave, fu quella di tentare di farla arenare, per salvarne almeno il carico. 
Così i rimorchiatori dovettero trascinare la carcassa verso la spiaggia, che era distante parecchie miglia, mentre l'ufficiale telegrafista, nella sua cabina, curgo sull'apparato Marconi, teneva informata la stazione telegrafica di Easterburn sovra i progressi della manovra; ma purtroppo il tentativo riuscì vano. 
Ed appunto a cinque miglia dalla costa, l'Oceania colò a fondo. Soltanto la punta dei suoi alberi continuò ad emergere dai flutti, poichè il mare il quel punto non è molto profondo. 
Gli ufficiali, rimasti a bordo naturalmente fino all'ultimo istante, passarono sui rimorchiatori e si salvarono. 
Dalla spiaggia una folla di curiosi, svegliata dai lavori di salvataggio, assisteva allo spettacolo grandioso del piroscafo, che affondava, tra i vaporini che gli si arrabbattavano attorno, per condurlo a secco. 
Tra i passeggieri, approdati ad Easterburn, una ventina presero il treno per Londra, ed essi arrivarono alla stazione di Vittoria verso mezzogiorno. 
Si trovavano ancora in camicia da notte, scalzi ed avvolti nelle loro coperte. Parecchie automobili li trasportarono al Greevener Hotel, che li alloggiò a spese della Compagnia. 
Quanto alle vittime, il loro numero non è ancora precisato, non sapendosi con esattezza quanti passeggieri fossero nella scialuppa che si capovolse. 
Alcuni passeggieri dicono che gli annegati furono 9, la Compagnia di Navigazione afferma che sono soltanto 7, ma gli ulteriori dispacci, arrivati da Easterburn, dicono che le vittime furono dieci. 
Il piroscafo Oceania era comandato dal capitano Hydes. I corrieri postali che si trovavano a bordo dell'Oceania vennero salvati. 
Il piroscafo perdette pure circa 7.000.000 lire di verghe in oro e argento, per conto di grandi finanzieri della City, ma questo tesoro era quasi interamente assicurato. 
Inoltre si spera che i palombari riusciranno ad estrarlo dal mare. 
Quanto al veliero investitore, si sa che il suo equipaggio, appena avvenuta la collisione, dovette occuparsi interamente a fermare l'acqua, che penetrava dalla falla apersasi a prua. 
Tra i rimorchiatori giunti sul posto, alcuni si occuparono a rimorchiare anche il Pisagua, che trascinarono fino a Douvres, dove giunse in condizioni disperate. 
Il piroscafo non perdette alcun uomo. 

Giornale di Sicilia, 17 marzo 1912


sabato 18 ottobre 2025

4 settembre 1938: Le leggi fasciste contro il giudaismo suscitano vasca eco e consensi in tutta Europa

 


Giornale di Sicilia, 4 settembre 1938

Tutta la stampa europea sottolinea la portata e il valore politico dei provvedimenti adottati dal Regime fascista per difendere la razza dall'inquinamento ebraico. 
I giornali ungheresi pongono in grande risalto i nuovi provvedimenti del Fascismo sugli ebrei. Il «Fuggetienseg» scrive che il problema ebraico non è soltanto economico e sociale ma sopratutto politico e spirituale. Ricorda che il giudaismo internazionale ha sempre cercato di strangolare il Fascismo ed è giunto persino a prendere le parti di Tafari in nome di un malinteso ipocrita principio di democrazia.
Rileva poi che lo spirito ebraico non ha mai potuto comprendere lo spirito fascista e mai ha saputo contenersi nel clima della nuova Italia in cui ciascuno deve dedicare le sue energie e tutto se stesso alla causa e agli interessi supremi della Nazione. 
L'Italia di Mussolini, conclude il giornale, ha tratto le conseguenze di tutta questa situazione ed ha creato la legge per la protezione della razza. 
I provvedimenti del Governo fascista per la difesa della razza continuano ad avere grandissima eco nella stampa polacca. I giornali di Varsavia pubblicano con eccezionale rilievo tipografico e sotto titoli a caratteri cubitali la notizia delle decisioni del Consiglio dei Ministri facendola seguire da commenti di approvazione. L'«Illsutrowany Curier Codzienny» nota che l'elemento ebraico in Italia era aumentato notevolmente negli ultimi anni per l'afflusso di ebrei stranieri specialmente nelle categorie dei medici, banchieri, dei commercianti e degli assicuratori. 
Il «Warszawski Szienni Naridowi» rileva che un'altra grande Potenza, l'Italia, è decisa a difendersi dall'invadenza distruggitrice degli ebrei e si domanda quali conseguenze potranno avere per la Polonia i provvedimenti del Governo fascista affermando che bisogna organizzare senza perdere tempo anche il Polonia la difesa contro gli ebrei in quanto elementi indesiderabili. 
Quasi tutti i giornali grecii commentano i provvedimenti del Consiglio dei Ministri che riguardano gli ebrei e le disposizioni relative ai celibi. 
L'«Ellenikon Mellon» e l'«Ethnos» mettono in evidenza la opportunità di tali provvedimenti e pubblicano dati statistici sul movimento ebraico in Italia. 
I provvedimenti italiani verso gli ebrei continuano ad essere seguiti con attezione negli ambienti portoghesi. La stampa pubblica le deliberazioni prese dal Consiglio dei Ministri circa la esclusione degli ebrei dall'insegnamento e degli alunni israeliti dalle scuole e riporta le cifre della immigrazione giudaica in Italia. 
La «Voz» nell'articolo di fondo rileva tra l'altro che la concezione del razzismo fascista non si può confondere con altre, ma corrisponde a preoccupazioni di carattere demografico manifestate dal Duce fin dal 1919. 

3 settembre 1938: La difesa della razza nella scuola fascista

 


I provvedimenti decisi dal Consiglio dei Ministri per la difesa della razza e l'incremento demografico hanno avuto vasta eco in tutto il mondo e specialmente nei paesi europei. 
Naturalmente la stampa giudaica e quella filogiudaica delle grandi democrazie si agita perchè non trova i provvedimenti sugli ebrei stranieri di suo gusto. Così facendo, tuttavia, essa comprova la necessità del provvedimento. 
In realtà il giudaismo internazionale è stato da esso colpito in due modi diversi: 
1. Perchè questo giudaismo vuole avere una «longa manus» un po' da per tutto per i suoi fini di predominio mondiale attraverso le guerre e le rivoluzioni onde quando viene soppresso il suo sistema di infiltrazione, viene ad essere paralizzato in tutte le sue possibilità; 
2. Perchè dalla fine della guerra in poi, ma specialmente in questi ultimi tempi, masse di ebrei sono di nuovo in giro per il mondo attraverso le frontiere, senza sapere dove piantare la propria tenda, onde i nuovi giudei da sistemare aumentano e complicano sempre più il problema. 
L'odierno decreto per gli insegnanti e studenti di razza ebraica precisa ancor meglio la decisione del Regime di risolvere pienamente il problema del giudaismo in Italia, allo scopo di conservare l'integrità della razza. 

Sviluppo logico
Poichè la scuola in tutti i suoi gradi è l'espressione più diretta della razza, è inammissibile che dopo aver ammessi il principio della purezza del sangue si trascurasse quello della purezza del pensiero e della cultura. Basterebbe rievocare la storia più recente dell'Europa per riconoscere per l'appunto nelle scuole il terreno dove l'inquinamento ebraico ai suoi fini dissolventi della Nazione e dei sentimenti della patria ha potuto sempre più intensamente esercitarsi. 
La purificazione della scuola nella mentalità giudaica è, dunque, la conseguenza più diretta dell'edificio razzista inteso nel suo significato essenzialmente biologico. 
Ma questo provvedimento non sarebbe completo, se anche gli alunni di razza giudaica non fossero stati egualmente eliminati dalla scuola. Il frammischiamento della gioventù comunque abbia luogo è la causa principale della confusione delle idee. 
Tutto il complesso del problema degli ebrei così detti italiani sarà discusso e risolto dal Supremo Organo della Rivoluzione nella sua prossima riunione, mentre si procederà all'esame dei dati forniti dal censimento degli ebrei in Italia. 

Giornale di Sicilia, 3 settembre 1938


mercoledì 15 ottobre 2025

Moda anni '30 per donna


 

31 marzo 1930: inaugurazione del XX magazzino UPIM a Palermo in piazza San Domenico


 

10 febbraio 1901: Il monumento di Garibaldi a Chicago

In tutte le parti del mondo civile si moltiplicano i monumenti al più grande italiano dell'epoca moderna, a Giuseppe Garibaldi. 
La Francia ha già innalzato un monumento a Garibaldi a Digione. Un altro sorgerà presto a Parigi. L'America del Nord e quella del Sud hanno pure già innalzato monumenti all'eroe popolare, e quanto prima ne sorgerà un altro a Chicago.
L'autore del monumento che sorgerà a Chicago è lo scultore italiano Gherardi che ha risieduto a Chicago molti anni e che ora ha uno studio di scultore a Nuova York. 
La statua dell'eroe sorgerà nel verdeggiante parco di Lincoln e la festa d'inaugurazione è fin da ora fissata pel 20 settembre prossimo.
Il monumento venne eseguito per iniziativa della benemerita società italiana di Chicago, Legione Garibaldi

2 marzo 1912: Il voto alle donne

Sull'ultima delle questioni escluse dal citato ordine del giorno della commissione sul suffragio femminile, la relazione non si diffonde lungamente, poichè non intende trattare l'infinita serie di argomenti che si adducono pro e contro la delicatissima tesi, pur affermando la necessità di non turbare il rapporto di "quella missione familiare e sociale specifica di ciascuno dei due sessi, con i conseguenti diritti e doveri, cure e fatiche, cui la natura ha preordinato non inferiorità ma differenze fisiologiche e psichiche. In Italia poi, non sussistendo quelle evolute condizioni intellettuali, economiche e sociali che la concessione del voto politico alle donne richiede, si dovrebbe, non senza gravissima offesa agli stessi principii informatori del disegno di legge, limitare il suffragio "ad una infinitesima minoranza di donne privilegiate per cultura e posizione finanziaria"; che d'altro canto non si potrebbero senza giustificabile temerità chiamare alle urne sei milioni e mezzo di donne (ammesso il requisito dei 30 anni) delle quali due terzi sarebbero analfabete